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Differenze 2.0: i giovani si confrontano su consenso e libertà

Proseguono le attività sul territorio: ascoltiamo le voci dei protagonisti provenienti da Napoli, Castrovillari (Cs) ed Enna

 

Il progetto Differenze 2.0 non si ferma, anzi, entra nel vivo: i Comitati Uisp Campania, Castrovillari ed Enna hanno portato nelle scuole diverse attività centrate sull'autodifesa personale, il consenso e l'inclusione.

Uisp Campania ha organizzato nell'ambito del progetto un corso di autodifesa personale con le alunne e gli alunni dell'Istituto scolastico Sannino De Cillis di Ponticelli: "Questo corso ha introdotto alcune indicazioni sulla parità di genere e ci ha fatto capire che non bisogna aggredire per provocare, ma cercare in tutti i modi di ragionare - dice Cristian, alunno dell'istiuto - A me è piaciuta particolarmente l'attività sulla difesa personale. Ci sono stati anche incontri con degli specialisti che ci hanno dato una mano a capire come funzionava il progetto e le relative attività".

È intervenuto anche Massimiliano Carangio, insegnante di discipline orientali Uisp, che ha tenuto il corso di autodifesa personale: "Questa è un'esperienza basata sul progetto contro la violenza di genere e nello specifico abbiamo trattato temi che riguardano la difesa personale, le emozioni gestite attraverso il corpo. Abbiamo creato prima una situazione emozionale e abbiamo cercato di gestirla attraverso il corpo, attraverso pochi e semplici movimenti, quindi niente di condizionato, o codificato. Abbiamo visto come dei semplici movimenti possono controllare le emozioni e possono dirigere un conflitto nella direzione giusta".

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Mariarca, alunna del Sannino De Cillis, ha invece parlato dell'importanza di trovare un amore fondato sulla libertà e il rispetto, e di combattere per i propri diritti: "Innamoratevi di una persona che vi rispetta al massimo e vi dia tutta la libertà del mondo. Già dal primo campanello d'allarme non dobbiamo restare in silenzio, dobbiamo chiedere fin da subito aiuto, perché potrebbe veramente garantirci libertà". 

GUARDA IL REEL CON L'INTERVENTO DI MARIARCA

All’IISS Erodoto di Thurii di Cassano All’Ionio (Cs), il Comitato Uisp Castrovillari è intervenuto con due giornate di formazione intensa che hanno coinvolto studenti e studentesse in un percorso tra role-playing, consapevolezza digitale e rispetto dell'altro. Non solo teoria, ma un confronto vivo che parte dalla realtà quotidiana dei ragazzi: il tema del consenso è diventato il fulcro di un’esperienza formativa profonda.

Sotto la guida della dott.ssa Maria Bonadies, e con il prezioso contributo tecnico e umano da remoto della dott.ssa Gaia Di Salvo, gli studenti sono stati protagonisti attivi attraverso la tecnica del role-playing. Mettendo in scena situazioni reali - dalla gestione della messaggistica insistente sui social ai confini personali spesso valicati - i ragazzi hanno potuto "sentire" sulla propria pelle le dinamiche di potere e l’importanza di un "no" chiaramente espresso e rispettato.

Il percorso ha esplorato le nuove frontiere del rischio e della responsabilità riguardanti violenza online, dinamiche di potere e privilegi e il ruolo dei pari, attraverso un focus sull'uso consapevole dello smartphone e sulla prevenzione della condivisione non consensuale di materiale intimo, l'estensione del dialogo oltre le mura scolastiche, toccando il mondo dello sport e i contesti sociali dove i privilegi possono offuscare il rispetto reciproco, e il riconoscimento dell'importanza del supporto tra coetanei. L'iniziativa ha dimostrato come l'uso di un linguaggio corretto e consapevole sia lo strumento principale per decodificare il mondo contemporaneo.

Il 4 febbraio, Uisp Enna, con la guida della tutor sportiva Valentina Puma, ha fatto sperimentare ai ragazzi e alle ragazze del Liceo Linguistico Abramo Lincoln di Enna il sitting volley, una pratica che ribalta l’idea molto diffusa che “inclusione” significhi rendere le cose più facili o abbassare l’asticella.

In realtà è successo l’opposto: le regole sono cambiate, ma la sfida è diventata più intensa. E soprattutto, più vera. Il sitting volley è uno sport nato in ambito paralimpico, in cui coordinazione, rapidità, tecnica e collaborazione contano tantissimo.

La parte centrale è stata concreta, fisica, immediata: nonostante fossero tutti seduti a terra, con una regola ferrea - il bacino non si stacca dal suolo - la classe ha provato passaggi, scambi, movimenti. All’inizio c’era entusiasmo e curiosità, poi è arrivata la consapevolezza: il sitting volley è faticoso, richiede un altro tipo di energia, un’altra lettura dello spazio, un altro modo di collaborare. L’esercizio della “regola che cambia” - prima gioco libero, poi con l’obbligo del contatto a terra - ha reso evidente qualcosa che spesso nella vita viene ignorato: una regola può sembrare “limitante”, ma a volte è proprio ciò che rende la competizione equa e la partecipazione possibile.

A fine attività, tutti seduti in cerchio, è arrivato il passaggio decisivo: la riflessione, da cui è emerso che cambiare le regole non è un’ingiustizia verso chi parte avvantaggiato, ma è riconoscere che, se si vuole davvero che ciascuno possa partecipare, non basta dire di essere tutti uguali, ma creare le condizioni affinché chiunque possa partecipare, contribuire. 

Il progetto “Differenze 2.0” lavora proprio qui: nel far emergere gli stereotipi, nel promuovere relazioni paritarie, nel prevenire la violenza, anche sottile, nel far crescere una cultura del dialogo e del rispetto delle differenze.